CremaFilmFestival: il giorno di CMBYN

Per riuscire ad andare al Crema Film Festival, ho dovuto superare il mio ormai noto fastidio per le temperature che superano i 27° ed insistere per coinvolgere una mia amica inspiegabilmente restia. Dopo essermi abituata al mio adorato clima scozzese, passare ai 33° di Crema è stato devastante ma memorabile. La giornata di sabato è stata interamente dedicata a Call me by your name, ai luoghi in cui è stato ambientato, alla proiezione del film in Piazza Cattedrale e alla festa in perfetto stile anni 80 che è stata organizzata nello stesso Circolo Arci in cui Guadagnino e la sua banda di cultori del bello hanno girato la scena del ballo.

Che noi ferraresi impariamo ad andare in bici prima ancora che a camminare o a dire mamma si sa, ciò nonostante, devo dire che il giro in bicicletta di venti chilometri (iniziato alle 14:30 e finito alle 19) fino ai Fontanili di Farinate, ha messo a dura prova anche una come me. Arrivati in quel posto meraviglioso però, mettere piedi e polsi nell’acqua a 12°, ha rimesso al mondo tutto il grande stoico gruppo formato da italiani (romani, baresi, torinesi, milanesi), francesi, inglesi e ungheresi. Capisco in un attimo che questo film ha unito l’Italia e l’Europa più di qualsiasi altra cosa.

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La proiezione del film in serata in Piazza Cattedrale è stata accompagnata dal rincorrersi delle rondini, dal loro garrire in diretta che si confondeva con quello catturato dal film girato due anni fa nello stesso periodo. Seduta di fianco a me c’era una giornalista portoghese venuta a Crema per il Festival e per niente stupita da tutto l’entusiasmo e l’amore che ruota intorno a questo film dal momento che è così anche nel suo paese. Una volta terminati i titoli di coda, gli organizzatori si sono messi a capo di un corteo lunghissimo e a piedi, insieme al gruppo dei sopravvissuti  al giro in bici del pomeriggio (due li abbiamo persi sul campo), abbiamo raggiunto il Circolo Arci per la festa anni 80. Mentre camminavo ho cercato di guardarmi intorno il più possibile e ho notato che c’erano giovani coppie di fidanzatini, coppie datate, gruppi di ragazzi, di ragazze, nostalgici degli anni 80, Timmy-addicted ed Armie-addicted. Ho capito che i motivi che portano le persone ad amare questo film sono tanti e diversi.

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Non so quante volte durante la festa abbiamo richiesto e ballato Love my way, quello che so è che Luca Guadagnino e la sua banda hanno fatto centro. Mentre ballavo ho conosciuto dei ragazzi belgi che indossavano una maglietta molto spiritosa, una coppia di cinesi con un forte accento romano, delle ragazze che non avendo trovato posto in albergo avrebbero passato il resto della notte a spasso per la cittadina e due giapponesi scatenate arrivate il venerdì sera che sarebbero ripartite per Tokyo l’indomani mattina. Questo film ha unito l’Italia, l’Europa, i Continenti.

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E’ stata una serata perfetta, una di quelle in cui nonostante le scarpe nuove non ti vengono le vesciche ai piedi, in cui non ti tormenta neanche una zanzara, in cui ti scordi addirittura di cenare e quando alle tre di mattina con i crampi allo stomaco per la fame arrivi in hotel e trovi due caramelle, insieme all’amica che ha condiviso tutto con te, ridendo le sbrani e pensi a quanto mangerai a colazione.

 


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